
Un piccolo libro, un lungo viaggio
Si chiama Valeria Provini, ha 26 anni e vive a Piacenza con la sua mamma. E’ laureata in Scienze dei Beni Culturali ma al momento sta studiando per diventare make-up artist all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, nella speranza che questo suo interesse e passione possa diventare un giorno un lavoro. E’ una bella ragazza dagli occhi grandi e dalla simpatia immediata, l’amica di facebook che incontro a Bologna in un’assolata domenica pomeriggio di fine maggio. Amante degli animali in generale e dei gatti in particolare ne ha due, che ha trovato in strada e che ha tenuto anche se sua madre all’inizio non era molto convinta. Adesso fanno parte della loro famiglia, e anzi, sono loro i padroni di casa!

Noà, uno dei gatti di Valeria.
Lei è Noá, ed è il primo micio entrato in famiglia. Viviamo vicino ad un ex gattile, e molto spesso qualche gatto ce lo ritroviamo nel giardino, in genere sono sempre diffidenti, ma lei era molto curiosa e coccolosa. Dopo vari tentativi di convincimento madre ha ceduto e così abbiamo deciso di accoglierla a casa nostra. Abbiamo la fortuna di abitare vicino ad uno spazio verde, quindi la micia è sempre stata libera di entrare ed uscire quando voleva, vivendo da vera felina! Quando era piccina portava in casa un sacco di prede, scarafaggi, falene, lucertole e per fino uccellini che si gustava con ingordigia! Visto che viene trattata da regina almeno una volta alla settimana ha diritto ad una piccola bistecchina, per le occasioni speciali le si preparano i gamberetti
Lui è Romeo detto Meo! È un gatto sfigatello! L’ha trovato mia sorella per strada, è spuntato fuori da una macchina miagolando, era minuscolo, molto probabilmente abbandonato da qualcuno, pieno di acciacchi. I primi tempi non sono stato facili, soprattutto la convivenza con Noà. Io lo chiamo lo sfigatto perché è davvero sfigato, dorme sempre, galoppa come un cavallo, vuole dormire sempre coperto e poi suda, secondo il veterinario è 1 incrocio con un siamese e per questo è di stazza molto grossa e lunga, ha una coda infinita! La cosa bella è che ti segue ovunque, persino in bagno, e quando ti vede si mette subito a fare le fusa e a darti le testate
Io e Valeria abbiamo una cosa in comune: siamo entrambe fan di Mika, la pop-star anglo-libanese che canta in falsetto e salta come un grillo sui palcoscenici di tutto il mondo.
Ho scoperto Mika per caso, nel 2007. In quel periodo vivevo a Milano da mia zia per l’università e nella mia stanzetta guardavo ininterrottamente All Music, e in quel periodo continuavano a mandare il video di Grace Kelly. Mi piaceva, la trovato una canzone allegra, mi metteva di buon umore. Per caso mio zio mi disse che ad aprile Mika avrebbe fatto un concerto a Milano. Se costava meno di 20€ ci sarei anche potuta andare! Ne costava 17, potevo permettermelo! E così da quel 12 aprile la mia vita è davvero cambiata. Sono andata al concerto anche se conoscevo una sola canzone, poi sono rimasta folgorata dalla sua bravura, dalla sua energia! Finalmente avevo trovato qualcosa che mi faceva sentire bene.
Come tantissimi, anche Valeria ha iniziato ad informarsi su Mika, si è iscritta a un sacco di forum e ha conosciuto un sacco di persone che fanno parte della sua vita ancora oggi.

Valeria insieme a Mika al termine di uno dei suoi concerti
All’inizio lo seguivo solo in Italia, diciamo che mi sembrava una cosa improponibile andare all’estero solo per un concerto, poi col passare degli anni è diventata un’abitudine. Dal 2007 ad oggi ho avuto la fortuna di incontrarlo 29 volte (22 è il numero dei concerti) non nego che mi piace raccontare le mie avventure e visto che certa gente dice che me la tiro ho deciso di farlo realmente! Molto spesso sono antipatica, ma è frutto di tanti fattori.
La vita da fan non è semplice, non sai mai di chi ci si può fidare, e può capitare prima o poi che anche la persona a cui tenevi di più possa fare un grosso torto, perché alla fine tutti puntano allo stesso obiettivo: avvicinare e scambiare anche solo due parole con il loro beniamino.
A volte faccio fatica a ricordare nel dettaglio cosa sia realmente successo, cosa ci si sia realmente detti, forse anche perché, in quei momenti, non sono completamente lucida e in grado di capire ciò che sta accadendo. Negli ultimi anni comunque, da parte sua, c’è stato un interessamento sempre maggiore nei miei confronti. Probabilmente, dopo 30 volte che mi ha visto, ha iniziato a memorizzare e a ricordarsi della mia faccia!
Mika ha un rapporto davvero particolare con i suoi fan: anche dopo spettacoli molto faticosi, dove si è speso completamente sul palco, e nonostante l’ora tarda a cui generalmente finiscono, esce ugualmente a salutare e a firmare autografi, e si attarda a chiacchierare con loro. Molti li riconosce e li saluta come se fossero vecchi amici. Valeria è una di questi.
A gennaio Mika era ospite al programma “Riusciranno i nostri eroi” condotto da Max Giusti su Rai1; la notizia era uscita due giorni prima della puntata, e io, contro il volere di mia madre ho preso un treno per Roma spendendo una fortuna, tutto solo per vederlo un minuto davanti all’ingresso di Via Teulada. Sono riuscita a entrare e ad assistere allo spettacolo, e Mika, dopo aver cantato, durante l’intervista, parlando dei suoi fan, ha indicato me e altre mie amiche tra il pubblico. Ha detto che i suoi fan sono pazzi perché molti di loro ci sono sempre e lo seguono in giro per il mondo. Ed è proprio vero! Amo vederlo all’estero, non so spiegare il perché ma è qualcosa di magico. Fino ad ora sono riuscita a vederlo in Inghilterra (Londra), in Spagna (Barcellona, Madrid, Salamanca) Francia (Nizza, Compiegne), svizzera (shaffausen, crans montana).

Mika e Melachi posano per Swatch Faces
Per caso contatto Valeria qualche mese fa. So della passione di Mika per gli animali: la sua prima intervista nel 2007 la volle ambientare in uno zoo, vestito da inserviente mentre puliva le vasche dei pinguini. Ha un cane che adora e le cui fotografie sono da lui postate ovunque (persino la foto che ha accettato di farsi scattare per la commemorazione dei 30 anni della Swatch in occasione dell’inaugurazione della Biennale di Venezia all’inizio di giugno è stata scattata insieme a Melachi, il suo cane), il marchio della sua prima linea di moda è quello di una giraffina. Sapendo della disponibilità di Valeria a seguire Mika nei suoi concerti le chiedo quante possibilità ci siano per avere da lui un’intervista per il nostro blog Code di Stampa. E’ per una buona causa, per promuovere un libro che dona royalty a Save The Dogs, associazione benefica che si occupa di salvare i cani randagi, i cavalli anziani e i ciuchi destinati al macello, in Romania e non solo.
Quando mi hai parlato del libro sono rimasta affascinata dal progetto e dagli intenti, e dalla storia di Sara Turetta di Save The Dogs, l’idea di un’intervista a Mika era bellissima e mi sembrava il minimo poterti aiutare e cercare di consegnarlo direttamente a Mika. Il primo tentativo l’ho fatto tentando di portarlo il 2 giugno a Genova, in occasione dei casting di Xfactor, ma avvicinare Mika era praticamente impossibile. Così ho deciso di portare con me il libro per la mia avventura spagnola. Credo che si possa definire realmente un’avventura. Dovevo partire con una mia amica, ma pochi giorni prima della partenza si è ammalata, così io mi sono ritrovata la sera prima indecisa sul da farsi, partire o non partire?
(CONTINUA…)
(Amneris Di Cesare)
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