INTERVISTA AD ANTONIA ROMAGNOLI, AUTRICE DI ‘UN AMORE’
28 mag 2012 Lascia un commento
Perché hai aderito al progetto?
Non ho aderito subito al progetto perché il tipo di racconto richiesto era di un genere in cui non mi ritrovo molto, ma grazie a un’altra autrice che mi ha spronata a provare, mi sono convinta a tentare. La scelta dell’argomento è caduta su un mio ricordo personale ed è stato doloroso parlarne, ma credo che mi abbia fatto bene, come spero possa aiutare altre persone a comprendere che vivere con gli animali, rispettandoli per quello che sono, sia un dono prezioso per tutti. Diceva Freud che ogni momento trascorso con un gatto non è mai sprecato, ma questo si impara solo con l’esperienza e vale per qualunque compagno “peloso” si scelga.
Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nello scrivere il tuo racconto?
Di solito non scrivo racconti sugli animali e, soprattutto, per l’antologia era preferibile narrare dal punto di vista dell’animale, cosa che non riesco assolutamente a fare… è più forte di me. Il mio racconto ha come punto vista quello della padroncina, che impara dal suo cane a “vivere in branco”. Alla fine mi sono ritrovata ad animalizzare gli umani per non umanizzare gli animali. Ma visto che la storia è vera è stato meno difficile del previsto.
Quali sono state le maggiori difficoltà del lavorare in team?
La cosa più difficile è stato seguire con attenzione le innumerevoli e-mail che ogni giorno arrivavano, capire quello che c’era da fare. Forse ho fatto troppo poco, ma ho cercato di seguire il progetto più che ho potuto.
Quali sono stati i maggiori pregi del lavorare in team?
Sicuramente il poter confrontare le idee, imparare ad accettare le opinioni degli altri anche quando erano contrarie alle mie. È stato molto bello vedere con quanto impegno e passione alcuni degli autori hanno portato avanti il gruppo, trascinando anche quelli più silenziosi come me.
Qual è stato il momento più gratificante?
Forse è una cosa sciocca, ma quando ho visto l’illustrazione che avrebbe accompagnato il racconto mi sono commossa. È stato un po’ come se la mia piccola storia avesse avuto il potere di riportarmi il mio cane, anche se non fisicamente.
Cosa hai imparato da quest’esperienza?
Che lavorare insieme ad altri non è facile, ma può dare grandi soddisfazioni. Ciò che però ho imparato e che voglio portare con me è l’attenzione diversa verso il mondo degli animali. Non ero e non sono animalista nel senso classico del termine, ma credo che il rispetto della natura, degli animali in particolare, sia un veicolo privilegiato per essere uomini veri. Non si può essere uomini se non si impara ad amare profondamente il mondo che ci circonda e questo implica anche il mettersi qualche volta in prima linea.
La rifaresti? Perché?
Ora come ora mi manca il tempo per aderire ad altri progetti, soprattutto impegnativi come questo: in questo periodo sto lavorando come curatrice a un’antologia di racconti scritti da varie mamme e ho diversi progetti personali da portare avanti, aderire ad altre iniziative sarebbe veramente complicato.
DIVIETO DI CACCIA IN TOUR
25 mag 2012 Lascia un commento
Continua il tour di Carlo Consiglio, presidente nazionale della Lega Abolizione Caccia, e autore del saggio Divieto di caccia.
In questo libro l’autore rivela tutto quello che i cacciatori non vogliono farci sapere; i falsi miti della caccia vengono smascherati in un saggio diretto e spiazzante che ne denuncia tutte le atrocità.
Carlo Consiglio è stato professore ordinario di Zoologia all’università di Roma La Sapienza fino al 1997 ed è presidente nazionale della Lega Abolizione Caccia.
Ecco il calendario con nuove date e appuntamenti:
A Trento, sabato 26 maggio
Firmacopie alla Libreria & Caffè Il Papiro, in via Galilei 5, alle ore 11.00.
Presentazione dell’autore presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro di Trento e Rovereto, in via Garibaldi 33, alle ore 15.00.
A Mestre, domenica 27 maggio
Presentazione dell’autore presso la sala Piave dell’Hotel Plaza, in viale Stazione 36, alle ore 19.00.
Introduce Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav del settore caccia e fauna selvatica. Seguirà un buffet vegan (costo 5 euro).
A Verona, venerdì 1 giugno
Presentazione dell’autore presso la sala Lucchi, piazzale Olimpia 3, alle ore 20.45.
Intervengono il prof. Giovanni Biasi, del Movimento ecologista veronese, e l’on. Andrea Zanoni, eurodeputato del Gruppo Aalde e presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto.
A Torino, giovedì 7 giugno
Roberto Piana, presidente della Lega Abolizione Caccia del Piemonte, presenta il libro di Carlo Consiglio presso la libreria Feltrinelli di Porta Nuova, in via Nizza 2, a Torino, alle ore 18.30.
Interviene Antonella Mariotti, giornalista de «La Stampa».
A Casale Monferrato (AL), giovedì 7 giugno 2012
Presentazione al Circolo Pantagruel, in via Lanza 28, alle ore 21.00.
Intervengono Rossana Vallino, responsabile regionale per il Piemonte di Legambiente, Enrico Moriconi, medico veterinario, Gianluca Scagliotti, avvocato. Modera Mauro Ravarino, giornalista de «Il Manifesto». Per la serata saranno preparati assaggi vegetariani e vegan.
INTERVISTA AD AMNERIS DI CESARE, AUTRICE DI ‘ZANNA’
21 mag 2012 2 commenti
Perché hai aderito al progetto?
Lo confesso, quando più di due anni fa Marina Lenti propose quest’iniziativa sul forum Fiae, tentai di tirarmi indietro. Io non ho animali in casa e le esperienze con i pochissimi che ho avuto in famiglia non sono state molto positive. Ho perso un primo cane appena arrivato in casa per una malattia fulminante, e il secondo, Zanna, fu allontanato da noi perché ferì una bambina, fortunatamente non in maniera grave. Da allora, di animali non ne ho più avuti. Non mi sentivo pertanto adatta a seguire un progetto del genere. Ma, da sempre, ho però un profondo rispetto per la natura e per gli animali e un profondo disgusto per le ingiustizie e le sevizie che vengono perpetrate ai danni di cani, gatti e altri animali nel mondo. Un’intervista fatta da Don Mazzi a Sara Turetta, poi, mi portò a conoscere e ad ammirare questa donna che, all’apice di una gloriosa carriera come pubblicitaria decise di abbandonare tutto per aiutare i randagi in Romania.
Ammiro profondamente le scelte forti che gli uomini spesso fanno per dedicarsi ai più fragili e i più deboli. E questa donna mi ha conquistato per la scelta coraggiosa che ha effettuato. Per cui mi lasciai convincere a scrivere il racconto “Zanna” basandomi sulle sensazioni che deve aver provato il mio cane all’epoca, al senso di abbandono e di impotenza che deve aver provato nel sentirsi allontanare da noi raccontando la sua storia dal suo punto di vista. Dopo aver scritto quel racconto, purtroppo, accadde una cosa molto brutta a uno dei miei figli e per mesi non ebbi testa per pensare a niente che non fosse il mio “cucciolo d’uomo”. Ma appena la situazione per lui migliorò, dovetti occuparmi di recuperare quella me stessa che nel frattempo era andata a pezzi. Occuparmi della ricerca di un editore, di concerto con Marina, mi è servito da psicoterapia. Mi sono recuperata, e questo anche grazie all’entrare in contatto di un mondo, quello del volontariato animalista, che mi ha mostrato una realtà fatta di volontà, amore, abnegazione, e tanta , tantissima solidarietà.
Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nello scrivere il tuo racconto?
La difficoltà maggiore fu, come ho già accennato, il fatto di non avere animali domestici in casa. Temevo di non riuscire a scrivere niente perché non abbastanza ferrata in materia. E invece, appena ho provato a immedesimarmi nel mio cane perduto, sono entrata subito in sintonia con l’argomento. A tal punto che finito di scrivere il racconto, ne avevo un altro pronto da buttare giù e quindi la difficoltà di scegliere quale inviare al forum per proporlo per la pubblicazione. Ho scelto comunque Zanna perché più vivo e più sentito.
Quali sono state le maggiori difficoltà del lavorare in team?
Mah, stranamente io mi trovo benissimo a lavorare in team sul web. Il forum Fiae non è la prima esperienza di un lavoro collettivo. Ho avuto in passato con due amiche conosciute in internet, una web community che si occupava di attacchi di panico. Si chiamava Quack Power, la community delle “paperelle” dove “le nostre fragilità erano la nostra forza”. Con le due mie amiche, mai conosciute di persona nella realtà, siamo riuscite a portare avanti un discorso importante di solidarietà e auto-aiuto. Quindi non ho avuto grandi
difficoltà a seguire questo progetto, anche perché il bastone del comando è stato brandito con egregia competenza da Marina Lenti, che è veramente una Grande con la G maiuscola e sotto tutti i punti di vista.
Ci sono stati momenti di incomprensione – del resto eravamo in 14 autori tutti dislocati in città differenti e con impegni professionali tra i più disparati – e anche delle defezioni significative, ma alla fine siamo riusciti a mantenere un bell’equilibrio che è sfociato anche in amicizie reali tra i partecipanti al progetto.
Quali sono stati i maggiori pregi del lavorare in team?
A me piace lavorare in team. Mi piace consultarmi con gli altri del gruppo di lavoro, mi piace sentirmi parte di un gruppo. E il fatto che questo lavoro è stata anche la “scusa” per alcuni degli iscritti Fiae per incontrarsi, conoscersi e fare amicizia è una grande soddisfazione personale, anche se io, paradossalmente ancora conosco pochissimi tra i miei iscritti. Ma presto tutto questo cambierà.
Qual è stato il momento più gratificante?
Il momento in cui ho avuto tra le mani il libro è stato il momento più emozionante. Mi sono passate davanti tutte le mail inviate agli editori nelle quali proponevo il progetto, le risposte negative, quelle positive che però non facevano al caso nostro – noi volevamo pubblicare, sì, ma solo con una casa editrice che non chiedesse contributo e che non praticasse il cosiddetto “doppio binario” – i momenti di sconforto e di pessimismo, e l’incredulità del momento in cui la casa editrice La Gru ci ha invece confermato l’interesse
per il progetto. Ma non solo: le ricerche successive per l’inserimento delle parti ludiche a corredo dell’antologia, e tutto il lavoro fatto per rendere la seconda parte del libro, quella appunto più di svago, un valore aggiunto al libro; e la descrizione del nostro forum Fiae, che con questo libro prendeva identità e diventava cosa reale, la commozione di vedere tutto il nostro lavoro diventare concreto, tangibile. E’ stata una sensazione inimmaginabile.
Cosa hai imparato da questa esperienza?
Tantissimo. Ho acquisito esperienza nella promozione di un libro, cosa che mi servirà presto, per seguire quella del mio primo romanzo che uscirà a breve. Ho imparato da Marina moltissimo e per questo gliene sarò sempre grata. Ma soprattutto ho conosciuto un mondo che prima non sospettavo neppure esistesse. Ho scoperto, attraverso interviste ad animaliste volontarie, cosa siano l’abnegazione, la devozione e soprattutto l’amore per i più deboli, i più fragili, coloro che non hanno voce.
La rifaresti?
Siamo già al lavoro, su Fiae forum , naturalmente!
RANDAGISMO, TASSE E PENSATE GENIALI DI PDL E GOVERNO
19 mag 2012 2 commenti
Ieri avevo già scritto un post di commento, a caldo, da pubblicare oggi, in merito alla notizia sulla proposta di tassa comunale su cani e gatti suggerita da due eccelse statiste del pdl, di cui non riporto il nome (lo trovate nell’articolo della testata di riferimento linkato qualche riga più sotto, se proprio ci tenete a farne la conoscenza) perché solo per questo fatto le due tipe meritano unicamente l’oblio di una fine legislatura che auguro loro quanto prima.
Ma nel giro di qualche ora dalla comparsa della notizia e dei primi commenti indignati, il governo ha innestato la retromarcia, vanificando il mio post in quanto ha affermato che il suo consenso all’iniziativa in via di principio, era solo una battuta. Io non lo credo affatto, ritengo semplicemente che abbia annusato la sommossa popolare che avrebbe provocato l’approvazione di una siffatta idiozia termonucleareglobale, oltre che gli insulti e i legittimi TAX THIS! di cui all’eloquente illustrazione qui a fianco. Ma evidentemente il sottosegretario Polillo pensa che gli Italiani sian scesi ieri dagli alberi e che si bevano con tutto il bicchiere la sua patetica e frettolosa inversione a U.
Ma attenzione, l’articolo di smentita riporta che adesso anche una delle due proponenti ha cambiato idea! Che abbia finalmente visto accendersi una luce sinaptica? Beh adesso non pretendiamo troppo, su… E’ solo una questione di tempi sbagliati: la tipa ha spiegato infatti che «nelle condizioni in cui siamo non possiamo permetterci di mettere un euro di tasse in più. Il problema di finanziare la legge esiste ma le risorse vanno reperite tagliando le spese e non aumentando le imposte». Quindi nessuna ammissione – e ovviamente nessuna percezione – sul fatto che la proposta fosse un’invereconda e incommensurabile boiata, semplicemente questi politicanti sanno di aver tartassato talmente tanto la popolazione che ora basta una goccia per far esplodere la santabarbara di questo Paese.
Nel mio post originario esprimevo comunque un augurio, che voglio riportare ancora pari pari perchè la retromarcia non cambia il fatto che per un momento si sia concepito di combattere il randagismo con una misura che l’avrebbe solo aumentato: questa gente se ne deve andare tutta a casa per manifesta, comprovata e reiterata incapacità di amministrare anche le questioni più elementari della cosa pubblica. Personalmente non li reggo più e non vedo l’ora che il Movimento Cinque Stelle spazzi finalmente via, come un urgano, tutta questa masnada di non eletti da nessuno, che ha ridotto e continua a ridurre questo povero Paese in poltiglia.
Marina Lenti
PS La notizia si è meritata l’inaugurazione di un nuovo tag del blog: deliri al 100%.
INTERVISTA A CHIARA V, SEGRE’, AUTRICE DI ‘SOCRATE, FILOSOFO DI CITTA”
14 mag 2012 Lascia un commento
in Storie vere
Perché hai aderito al progetto?
La prima motivazione è certamente la mia passione per raccontare storie; dove c’è da scrivere ci sono anch’io. E poterlo fare per un progetto benefico, aiutando un’associazione come Save the Dogs che fa davvero miracoli per aiutare cani e altri animali in Romania, è stata un ulteriore stimolo.
Ma soprattutto mi intrigava il fatto di prendere parte a un vero e proprio “esperimento” non solo narrativo ma anche “sociologico”. Persone che non si sono mai conosciute realmente (con alcune eccezioni) ma solo in un luogo “vrituale”, ovvero il forum di scrittura FIAE, sono riuscite a realizzare un progetto concreto, un libro, sfruttando unicamente le risorse messe a disposizione dalla rete: forum, mail, social network.
Questo libro è anche un po’ figlio dei tempi moderni, ed è stata una sfida che non potevo non raccogliere.
Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nello scrivere il tuo racconto?
Potrà sembrare strano, o presuntuoso, ma non ho avuto nessuna difficoltà nella stesura del racconto. Sono sempre stata una grande amante degli animali e ho sempre riflettuto sul fatto che quando si vuole adottare un cane o un gatto si tenda sempre a scegliere un cucciolo e non un animale adulto, che può passare anni in un canile o gattile. Quando sul forum FIAE decidemmo di realizzare un libro di racconti a sfondo animalista, immediatamente decisi che avrei dato voce proprio a un cane adulto che non viene mai adottato, e così in poche ore è nato Socrate, filosofo di città.
Quali sono state le maggiori difficoltà del lavorare in team?
Come per tutti i lavori di squadra, la maggiore sfida è stata quella di ottenere collaborazione, se non in misura identica che sarebbe utopico, almeno costante da parte di tutti gli autori.
Non si è verificato con tutti, e in particolare in un caso, e questo ha causato non pochi rallentamenti in fase di editing e lavoro all’opera definitiva, con notevole perdita di tempo, di energie e qualche volta anche di pazienza.
Quali sono stati i maggiori pregi del lavorare in team?
Il confronto critico con gli altri è sempre positivo; permette di mettere a fuoco errori e passaggi oscuri del proprio testo che solo il distacco emotivo di un lettore esterno e non emotivamente coinvolto può vedere, ed è un ottimo esercizio di umiltà e di dialogo.
Qual è stato il momento più gratificante?
Trovare un editore che credesse nella nostra “pazza idea”. La ricerca di un editore è forse stata la parte più dura e critica di tutto il progetto, e infatti si è protratta per circa due anni, con una sostanziale pausa di inattività nel mezzo. Una raccolta di racconti di autori poco conosciuti è un prodotto di difficile collocazione, e ci voleva un editore free (non avremmo accettato editori a poagamento e nemmeno a doppio binario) illuminato disposto a rischiare e a credere nel progetto. Ricorderò sempre la mail della curatrice Marina Lenti in cui mi comunicava che “HABEMUS EDITOREM”, nella fattispecie Edizioni La Gru di Padova.
E’ stato in quel momento che ho davvero realizzato: “questo progetto è davvero diventato realtà”. Un’emozione unica e gratificante.
Cosa hai imparato da quest’esperienza?
Ho preso davvero coscienza che un libro non è mai solo merito dell’autore (o, come nel caso di Code di Stampa, autori), ma è un prodotto il cui successo dipende da una squadra di professionisti: editor, editore, distributore, promotori, librai.
La storia è solo il punto di partenza, ma senza tutto il lavoro successivo essa resta solo un testo fine a se stesso su una pagina word. Uno scrittore, che spesso tende a peccare di superbia, dovrebbe sempre tenerlo a mente e questa esperienza è stata una vera lezione di vita in tal senso.
La rifaresti? Perché?
Sì, perché è stata un’avventura molto formativa sia in termini di scrittura che di promozione editoriale. Però non più con lo stesso “formato” dell’antologia, che è di per sé molto difficile da collocare sul mercato editoriale, ma punterei su qualche altro genere, con nuove sfide e prospettive.













































